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Trisobbio
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mwhaTrisobbio (mwhqTërseubi in mwhgpiemontese) è un mwhwcomune italiano di mwia618 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Alessandria, in mwjgPiemonte, situato nell'mwjwAlto Monferrato. È uno dei comuni dell'mwkaOvadese, area storico-culturale del Basso Piemonte e del Monferrato, che prende il nome dalla città di mwkqOvada. È stato il mwkgcapoluogo dell'ex mwkwunione dei Castelli tra l'Orba e la Bormida.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Eventi
• Economia
• Turismo
• Note
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Origini del nome
La leggenda sul toponimo, ovvero l'origine del nome, vuole che Trisobbio sia stato fondato da tre famiglie di uomini sobri, fratelli di sette uomini ebbri, fondatori di mwlwStrevi, da cui mwmaTres sobri. L'attestazione documentaria del nome è invece nel mwmq1040-mwmg1041 mwmwTrexoblo, nel mwna1186 mwnqTrixoblo, nel mwng1202-mwnw1206 mwoaTrexoblio o mwoqTrexoblo e nel mwog1283-mwow1289 mwpaTrisobio.
Storia
Trisobbio costituisce una sorta di cerniera nei rapporti tra la mwpwValle d'Orba (dove si addensano le proprietà dei mwqaMalaspina) da un lato, e la mwqqValle Bormida (dove si trovano i beni dei Boccaccio) dall'altro. Nel mwqw1531, in seguito al matrimonio di Violante Malaspina, ultima della famiglia, con il conte Giovanni Battista Lodrone, passò ai mwraLodrone.
Dopo il passaggio del Monferrato ai mwrgGonzaga di Mantova, nel mwrw1536 il territorio, devastato dalla mwsaGuerra franco-spagnola, subì il taglio di nuovi e vecchi feudi che i Gonzaga misero in vendita tra il mwsq1500 e il mwsg1600, concedendo titoli nobiliari a ricchi signori mantovani o genovesi. Così mwswGiambattista Spinola fu signore di Trisobbio. Nel 1708 il Monferrato venne assegnato da mwtaGiuseppe I d'Asburgo a mwtqVittorio Amedeo II di Savoia.
Nel mwtw1745, durante la mwuaGuerra di successione austriaca (1740-1748), Trisobbio fu occupata dalle truppe francesi del maresciallo Maillebois, come erano state occupate mwuqAcqui Terme, mwugVisone, mwuwMorsasco e mwvaCremolino, mentre le truppe austro-sarde si erano stabilite ad mwvqOvada, mwvgSan Cristoforo, mwvwParodi Ligure, mwwaMontaldeo, mwwqCastelletto d'Orba e mwwgSilvano d'Orba. Successivamente i francesi si erano spinti su mwwwRivalta Bormida, mwxaOrsara Bormida, mwxqMontaldo Bormida, mwxgCarpeneto e mwxwRocca Grimalda, mentre gli austro-sardi si erano piazzati sulla sinistra dell'ultimo tratto del mwyaTanaro.
Simboli
Lo stemma di Trisobbio è stato approvato dall'amministrazione comunale il 18 dicembre 1973cite-ref-storiadiovada-4-0[4] e concesso con il mwzwdecreto del presidente della Repubblica n. 1296 del 29 marzo 1982.cite-ref-5[5]
Nel capo dello scudo sono riprodotte le armi della mwbqRepubblica di Genova (mwbgmwbwd'argento, alla croce di rosso), della quale Trisobbio fece parte per oltre un secolo; degli mwcaAleramici (mwcqd'argento, al capo di rosso), mwcgMarchesi del Monferrato che tennero la terra per 259 anni e che indica inoltre l'appartenenza del territorio al mwcwMonferrato; quello della famiglia genovese degli mwdaSpinola (mwdqd'oro, alla mwdgfascia mwdwscaccata di tre mweafile d'argento e di rosso, sostenente una spina di botte di rosso), un ramo della quale ebbe la signoria del paese con titolo marchionale dal 1535 al 1798. Per ricordare la tradizione che vuole Trisobbio fondata da tre famiglie di uomini sobri, è stata usata l'allegoria di tre mweqplinti d'argento in campo mwegazzurro, mwewsmalto che indica fedeltà alla patria e perseveranza nel lavoro proficuo. Il castello sul monte ricorda l'antico mwfaCastrum Trexobrii e le due porte che nei secoli passati davano accesso al borgo.cite-ref-storiadiovada-4-1[4]
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il castello
Il castello di Trisobbio esisteva già all'inizio del mwiqXIII secolo, anche se non nelle fattezze attuali. La sua forma doveva essere, almeno nell'impianto, quella che vediamo tuttora. Ulteriori modifiche probabilmente datano alla fine del mwigXV secolo, in concomitanza con lo stabilirsi dei mwiwMalaspina e il necessario rafforzamento del luogo.
Alla fine dell'Ottocento, il castello era in stato di degrado e di rovina. Nel mwjq1913, il 29 marzo, l'architetto Terenzio, architetto della R. Sovrintendenza ai monumenti della Liguria, scrive all'architetto commendator Alfredo D'Andrade, per conto del marchese Carpaneto Spinola, padrone del castello, affinché vengano inviati gli incartamenti riguardanti detto castello, dall'ufficio di mwjgTorino a quello di mwjwGenova, perché, come da accordi presi con l'illustre architetto, si possano iniziare i lavori di restauro. Tali opere portarono il Castello all'aspetto esterno attuale.
Nel mwkq1989, il castello e il parco annesso, sono diventati proprietà del comune. In questi anni l'Amministrazione Comunale, attenta alla salvaguardia del patrimonio artistico di sua proprietà, ha provveduto ad opere di ristrutturazione interna: oggi il Castello è sede di un suggestivo ristorante, riservato ad eventi, matrimoni, battesimi, comunioni, cresime, con 5 camere da letto (3 matrimoniali e 2 triple), ed il parco aperto al pubblico.
Nel luglio del mwkw2002 la mwlaSopraintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali per la Regione Piemonte ha inserito nell'elenco dei Beni di interesse storico-artistico, presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari il castello Carpaneto di Trisobbio. Il castello di Trisobbio è un esempio di fruibilità delle notevoli possibilità di sviluppo nell'ambito del turismo sostenibile. I vigneti, i castelli, la salubrità dell'aria nella loro semplicità rappresentano una ricca risorsa, l'ospitalità degli abitanti rende ancora più appetibili. Fa parte del sistema dei "mwlqCastelli Aperti" del mwlgBasso Piemonte.
La chiesa parrocchiale
La parrocchia di Trisobbio è dedicata a mwmqNostra Signora Assunta, non si conosce molto dell'antica chiesa di Trisobbio, che risulta già essere in fase di ricostruzione nel mwmg1398.
Gli affreschi sono stati eseguiti da mwnaPietro Ivaldi (detto Il Muto), aiutato dal fratello Tommaso e, per l'ornato, da decoratori comaschi, guidati da mwnqGiuseppe Ferraris.
Nel mwnw1863, durante le Sante Quarantore, predicate da padre Atanasio da mwoaNizza Monferrato, cappuccino, si inaugurò l'opera ormai compiuta. Spinti dall'entusiasmo, gli abitanti del paese non persero tempo e provvidero a costruire l'orchestra e la cassa dell'organo.
Nella parrocchiale poi sono conservate due tele di Michele Beccaria, nato a Trisobbio nel 1568, parroco di Montaldo e pittore assai prolifico. Probabilmente datata 1611 mwowL'apparizione della Madonna a san Giacinto: in un interno di chiesa, in ginocchio davanti all'altare è raffigurato il Santo nelle vesti dell'ordine domenicano. Davanti a lui, su di un gradino, vi è posto un libro aperto e un giglio. Sospesa su una nuvoletta a mezz'aria, su uno sfondo di luce, gli appare la Madonna con il Bambino in braccio. La struttura del dipinto, nella sua semplicità, con l'alterno accendersi e sfuocarsi dei toni cromatici, è di notevole presa sull'osservatore: le figure umane, disposte lungo una diagonale che congiunge alto e basso, terra e cielo, in una ideale e spirituale continuità, tagliano in due la tela, isolando da una parte gli elementi architettonici verticali, e dall'altra il candore del giglio e del libro squadernato che risalta sul rosso tappeto del pavimento. Datata 1615 è mwpaLa Madonna con il Bambino tra i santi mwpqGiovanni Battista, mwpgFrancesco d'Assisi, mwpwCarlo Borromeo, Chiara da Siena e mwqqCaterina da Siena. Anche questo quadro è conservato nella parrocchia. Una terza tela sempre del Beccaria e recentemente restaurata è conservata nell'oratorio adiacente alla chiesa e raffigura la mwqgSacra Famiglia con mwqwsanto Stefano, mwrasan Giovanni Battista e mwrqsan Sebastiano ma di questo dipinto non si ha una datazione certa (forse primo decennio del XVII sec.).
Il palazzo comunale
Il mwsaPalazzo Rossi Dogliotti, è oggi sede comunale. Diventa tale nel mwsq1932, a diciott'anni dalla morte di Paolo Luigi Dogliotti, Sindaco di Trisobbio per quasi quarant'anni che al comune lo donò con lascito testamentario del 10 luglio 1913.
L'analisi stilistica della struttura architettonica e delle decorazioni dell'edificio mettono in luce quattro momenti salienti dello sviluppo del palazzo attraverso i secoli mwswXVI, mwtaXVII, mwtqXVIII, e mwtgXIX. Nel piano nobile, dove hanno sede gli uffici e la stanza del sindaco, sono conservati i bei soffitti, i pavimenti e le decorazioni originali. Durante i lavori di restauro è stato riportato alla luce un loggiato nella facciata verso il Castello, reso invisibile fino da oggi da un muro.
Oltre ad essere sede del Municipio, è anche sede della mwuacomunità collinare dell'mwuqUnione dei Castelli tra l'Orba e la Bormida, costituitasi nel gennaio del 2001, tra i paesi di mwugCarpeneto,(che ne ha fatto parte fino al 2011)mwuwCastelnuovo Bormida, mwvaMontaldo Bormida, mwvqOrsara Bormida e Trisobbio, nel 2010 ha aderito anche il comune di mwvgCremolino, dando la possibilità e l'opportunità a questi comuni di collaborare, gestendo in forma associata alcuni servizi, pur salvaguardando l'autonomia e le realtà storico sociali individuali. Le suggestive cantine del palazzo ospitano un'enoteca e bottega del vino biologico mwvwBiodivino.
La chiesa di San Rocco
Poco distante dal concentrico sorge la chiesa di mwwgSan Rocco, da cui si gode un bellissimo panorama e, nelle giornate limpide, la visuale si estende sino alle Alpi. La chiesetta è una delle circa 3000 dedicate in Italia al santo mwwwausiliatore nelle malattie e principalmente nella peste. Spesso gli edifici religiosi sorgevano per voto al termine di una epidemia o per essere stati salvaguardati dalla medesima. I trisobbiesi non mancano di festeggiare in questa chiesetta il santo patrono il 16 agosto.
Il percorso verde
Ha inizio dal parco dotto di mwxgMontaldo Bormida, collega Montaldo Bormida e Trisobbio seguendo per circa 2mwxw km il percorso del rio mwyaStanavazzo. Durante il percorso, si possono incontrare attrezzi ginnici, una teleferica gioco per bimbi e un'area pic-nic.
La chiesa di Villa Botteri
La piccola chiesa di Villa Botteri (frazione principale di Trisobbio) ha un'origine molto antica.
Non è mai stata parrocchia e probabilmente l'orientamento della chiesa originaria era diverso dall'attuale. Le pitture risalgono a meno di 50 anni fa, al di sotto di esse traspare però la più antica decorazione ottocentesca. Il parroco, don Giuseppe Olivieri, durante opere di restauro dell'interno notò che nel muro della chiesa, al di sotto delle pitture, emergeva un segno, un'incisione con l'apparente forma di un cavallo. Quella strana incisione si rivelò essere la mwzasinopia dell'affresco e tale mwzqsinopia è indice dell'antichità dell'opera. Si pensa che il Santo sia San Bovo, per via della spada e del bue rappresentato sulla bandiera. San Bovo è un santo pellegrino, un santo guerriero e legato all'ambiente rurale, venerato come protettore degli animali.
La piccola e bella chiesa di mwzwSan Giovanni Battista, nel corso dell'ultimo ventennio è stata completamente restaurata, riportandola alle antiche fattezze. I lavori di restauro hanno tenuto conto degli elementi architettonici e storici di pregio dell'edificio e sono stati eseguiti, oltre che con il contributo dell'amministrazione comunale, anche grazie alle offerte e al volontariato degli abitanti della Villa e delle persone che frequentano la chiesa.
Società
Evoluzione demografica
Cultura
Eventi
• "Villa Botteri: Festa di San Giovanni" rinfresco nell'orto botanico e falò 23 e 24 giugno
• "Sagra al Castello di Trisobbio" organizzata dalla Pro Loco di Trisobbio il weekend a metà luglio
• "Festa di Sant'Anna" patrona di Trisobbio il 26 luglio
• Corsa podistica "StraTrisobbio" la prima domenica di agosto
• "Paese in festa" raviolata con stand al coperto e musica dal vivo a ferragosto
• "Tarsobi, Tartufi & Vino" organizzata dal Comune di Trisobbio la quarta domenica di ottobre
Economia
Turismo
Trisobbio ha ricevuto la mw4wBandiera Arancione, certificato di eccellenza turistico-ambientale del mw5aTouring Club Italianocite-ref-7[7].
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 19 giugno 1985 | 22 maggio 1990 | Gian Franco Comaschi | lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| 22 maggio 1990 | 24 aprile 1995 | Gian Franco Comaschi | lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Gian Franco Comaschi | centro-sinistra | Sindaco | [ 8 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Gian Franco Comaschi | lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Antonio Facchino | lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Marco Giovanni Comaschi | lista civica : entusiasmo ed esperienza | Sindaco | [ 8 ] |
| 26 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Marco Giovanni Comaschi | lista civica : insieme per Trisobbio | Sindaco | [ 8 ] |
| 26 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Marco Giovanni Comaschi | lista civica : insieme per Trisobbio | Sindaco | [ 8 ] |
| 9 giugno 2024 | in carica | Marco Giovanni Comaschi | lista civica : insieme per Trisobbio | Sindaco | [ 8 ] |
Galleria d'immagini
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwatimwatmmwatqBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwatudemo.istat.it, mwatyISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwatomwatsmwatwClassificazione sismica (mwat0mwat4XLS), su mwat8rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaummwauqmwauuTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwauymwaucPDF), in mwaugciterefmwaukLeggemwauo mwaus26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwauwAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwau0 151. mwau4URL consultato il 25 aprile 2012 mwau8(archiviato dall'mwavaurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-storiadiovada-44. ↑ mwavymwavcmwavgLo stemma civico di Trisobbio, in mwavkLa Provincia di Alessandria, gennaio-marzo 1985. mwavoURL consultato il 30 ottobre 2021.
cite-note-55. ↑ mwav4mwav8mwawaTrisobbio, decreto 1982-03-29 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su mwaweArchivio Centrale dello Stato.
cite-note-66. ↑ Dati tratti da: mwawumwawymwawcmwawgmwawkPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwawomwawsPDF), su mwawwebiblio.istat.it, mwaw0ISTAT. mwaw4mwaw8mwaxamwaxePopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaxiesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-77. ↑ mwaxcmwaxgmwaxkTrisobbio: cosa vedere, dove dormire, dove mangiare | Touring Club, su mwaxoTouring Club Italiano. mwaxsURL consultato il 2 maggio 2024.
cite-note-interno-83. mway8http://amministratori.interno.it/
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Trisobbio
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.trisobbio.al.it.
• citerefsapere-itTrisòbbio, su sapere.it, De Agostini.
• mwazyGuida turistica di Trisobbio (PDF), su archiviostorico.net. URL consultato il 13 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2014).
• mwazgIl portale turistico dell'Unione dei Castelli tra l'Orba e la Bormida, di cui Trisobbio è membro., su ecokiosk.it. URL consultato il 12 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2014).
• mwazoSito informativo sul comune di Trisobbio, su unionedeicastelli.it. URL consultato il 2 agosto 2006 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2007).
• mwazwCastelli e dimore storiche in Piemonte, su castelliaperti.it.